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Le crisi generalizzate spiegate: ogni tipo in dettaglio

Epilepsy Mate non è un dispositivo medico e non fornisce consulenza medica. Parla sempre con il tuo medico della tua terapia.

Le crisi generalizzate coinvolgono entrambi i lati del cervello fin dal primo istante. Poiché una parte così ampia del cervello è coinvolta tutta insieme, quasi sempre alterano la coscienza e spesso interessano tutto il corpo. Questa guida esamina da vicino ogni tipo: cosa succede, quanto dura e com’è la ripresa.

Cosa significa “generalizzata”

In una crisi generalizzata, l’attività elettrica anomala si diffonde attraverso reti di entrambi gli emisferi — le due metà del cervello — fin dall’inizio. È diverso da una crisi focale, che parte da una singola area. Poiché tutto il cervello è coinvolto fin dall’esordio, la maggior parte delle crisi generalizzate arriva senza un’aura di avviso, e la persona di solito non riesce a rispondere durante l’evento né a ricordarlo dopo. Sotto questa unica etichetta rientrano tipi di crisi molto diversi, dalla convulsione drammatica allo scatto muscolare che dura una frazione di secondo.

La crisi tonico-clonica, fase per fase

Una crisi tonico-clonica generalizzata si sviluppa a tappe. Inizia con una perdita improvvisa di coscienza. La persona può emettere un grido — aria spinta attraverso le corde vocali, non dolore — e cade se è in piedi.

Prima arriva la fase tonica: tutti i grandi muscoli si irrigidiscono insieme. Dura in genere da 10 a 30 secondi. La respirazione può fermarsi per un attimo, e le labbra o il viso possono apparire bluastri per un momento.

Segue la fase clonica: braccia e gambe si scuotono ritmicamente, con forza all’inizio, poi sempre più lentamente fino a fermarsi. In entrambe le fasi la persona può mordersi la lingua o la guancia, o perdere il controllo della vescica. La maggior parte delle crisi tonico-cloniche termina da sola entro 1-3 minuti.

Poi arriva il periodo postcritico, il tempo di recupero dopo una crisi. La persona può dormire profondamente, svegliarsi confusa e avere mal di testa, muscoli indolenziti o nessun ricordo dell’evento. Può durare da minuti a diverse ore ed è una parte normale della crisi. Finché la persona non risponde, girala su un fianco, non metterle nulla in bocca e restale accanto finché non è del tutto sveglia, parlandole con calma mentre si riprende.

Misurare il tempo è fondamentale. Usa un orologio o un timer, perché le crisi sembrano molto più lunghe di quanto siano. Una crisi tonico-clonica che dura più di 5 minuti, o crisi che si susseguono senza recupero tra l’una e l’altra, è un’emergenza medica chiamata stato epilettico. Chiama subito i soccorsi.

Le assenze: tipiche e atipiche

Un’assenza tipica è un improvviso, breve vuoto. La persona si ferma a metà frase, fissa il vuoto e può sbattere rapidamente le palpebre. Dura in genere meno di 10 secondi, finisce così bruscamente com’è iniziata e non lascia confusione: la persona semplicemente riprende, senza sapere che è passato del tempo. Una respirazione rapida e profonda può scatenarne una; per questo i medici a volte chiedono a un bambino di respirare velocemente durante un EEG, una registrazione dell’attività elettrica del cervello.

Le assenze atipiche iniziano e finiscono più gradualmente, durano di più — spesso 20 secondi o oltre — e possono accompagnarsi a un lieve accasciamento o a un cenno del capo. La persona può ancora rispondere un po’. Sono più frequenti in chi ha anche altri tipi di crisi.

Le assenze vengono facilmente scambiate per disattenzione, soprattutto a scuola. Un bambino può essere etichettato come sognatore mentre in realtà ha decine, a volte più di cento, brevi crisi al giorno. Ognuna cancella qualche secondo di lezione, quindi un calo nei voti può essere il primo indizio. Episodi di sguardo assente che non si interrompono con il tocco o con una voce forte fanno pensare a crisi, non a distrazione.

Le crisi miocloniche

Le crisi miocloniche sono scatti muscolari improvvisi, simili a una scossa, che durano in genere meno di un secondo. La coscienza è preservata, tanto che molti li descrivono come una scossa elettrica alle braccia o alle spalle. Spesso si presentano a gruppi poco dopo il risveglio, ed è per questo che il mattino merita particolare prudenza: tieni le bevande calde con attenzione e concediti tempo prima di maneggiare oggetti affilati. Poiché un singolo scatto sembra così banale, molte persone lo scambiano per goffaggine per anni — ma sono crisi vere e meritano un posto nel tuo diario.

Crisi atoniche e toniche: gli attacchi di caduta

Le crisi atoniche sono la perdita improvvisa di tutto il tono muscolare. La testa può cadere in avanti, o il corpo intero crolla in uno o due secondi. Le crisi toniche sono l’immagine speculare: i muscoli si irrigidiscono di colpo, e anche questo può far cadere una persona come un albero abbattuto. Entrambe sono spesso chiamate attacchi di caduta. Sono molto brevi, di solito meno di 15 secondi, e il recupero è rapido — ma poiché la caduta arriva senza preavviso, le lesioni alla testa e al viso sono un rischio reale. A chi ha cadute frequenti può essere consigliato di indossare un casco protettivo e di imbottire gli spigoli duri in casa. Chiedi alla tua équipe di cura quali misure si adattano alla tua situazione.

Gli spasmi epilettici

Gli spasmi epilettici colpiscono soprattutto i lattanti. Il bambino si piega all’improvviso in avanti, o si inarca all’indietro, con irrigidimento di braccia e gambe per uno o due secondi, tipicamente a gruppi intorno al risveglio. Possono sembrare coliche o un sussulto. Ogni sospetto di spasmi richiede una valutazione medica urgente, perché un trattamento precoce conta per lo sviluppo; un breve video fatto col telefono aiuta molto i medici.

Perché contare e cronometrare è importante

Le decisioni terapeutiche si basano sui numeri. Se un farmaco funziona lo si vede da meno eventi a settimana o al mese, quindi un conteggio accurato — comprese le “piccole” assenze e gli scatti del mattino — è una prova, non un dettaglio. La durata conta altrettanto: distingue una crisi normale da un’emergenza, e un aumento di durata o frequenza può segnalare che il tuo piano va rivisto. Registrare ogni evento per tipo e orario in Epilepsy Mate trasforma momenti sparsi in uno schema su cui il tuo medico può agire.

Quando parlare con il tuo medico

Rivolgiti al tuo medico se noti un nuovo tipo di crisi, eventi più lunghi o più frequenti, scatti al mattino, cadute inspiegabili o episodi di sguardo assente in un bambino. Porta con te il tuo diario delle crisi. Non modificare né sospendere mai il tuo farmaco da solo. E ricorda la regola che viene prima di tutto: qualsiasi crisi che dura più di 5 minuti richiede subito assistenza di emergenza.