Epilessia e sonno: perché il riposo è importante
Quasi tutti sanno che una brutta notte lascia stanchi e con la mente annebbiata il giorno dopo. Per chi vive con l’epilessia la posta in gioco è più alta: la mancanza di sonno è uno dei fattori scatenanti delle crisi segnalati più spesso. La parte incoraggiante è che il sonno è anche qualcosa su cui puoi intervenire, un’abitudine alla volta.
Una relazione a doppio senso
Sonno ed epilessia si influenzano a vicenda, in entrambe le direzioni.
In una direzione, dormire troppo poco può rendere le crisi più probabili. Molte persone notano che le crisi si concentrano dopo notti brevi, jet lag, lavoro a turni o settimane stressanti in cui il riposo va in pezzi. La privazione di sonno, cioè il non dormire a sufficienza, è un fattore scatenante così noto che a volte i medici chiedono al paziente di restare sveglio prima di un EEG, una registrazione dell’attività elettrica del cervello, perché un cervello stanco mostra più facilmente i segnali legati alle crisi.
Nell’altra direzione, l’epilessia può disturbare il sonno. Le crisi notturne possono svegliarti o spezzettare il tuo riposo, a volte senza che tu te ne accorga. Anche brevi scariche di attività elettrica anomala che non diventano mai una crisi vera e propria possono tirare il cervello fuori dal sonno profondo. In più, alcuni farmaci contro le crisi causano sonnolenza di giorno o notti agitate, soprattutto dopo un cambio di dose.
Il risultato può essere un circolo frustrante: dormire male rende le crisi più probabili, e le crisi peggiorano il sonno. Spezzare quel circolo comincia con il trattare il sonno come parte della cura dell’epilessia, non come qualcosa a parte.
Perché il sonno conta per il tuo cervello
Il sonno è il momento in cui il cervello fa il suo lavoro di manutenzione. Durante la notte attraversa cicli di sonno più leggero e più profondo, consolida i ricordi e ripristina l’equilibrio chimico che fa lavorare le cellule del cervello in modo ordinato. Quando il sonno viene accorciato, quell’equilibrio si altera, e un cervello già predisposto alle crisi si sbilancia più facilmente.
Dormire bene sostiene anche tutto il resto che ti aiuta a vivere bene con l’epilessia: un umore più stabile, una migliore concentrazione e l’energia per mantenere le tue routine, come prendere il farmaco all’ora giusta.
Le crisi durante il sonno
Alcuni tipi di crisi avvengono soprattutto, o addirittura soltanto, durante il sonno. Spesso vengono chiamate crisi notturne. Sono più comuni in certe forme di epilessia e tendono a comparire mentre ci si addormenta, nelle fasi di sonno più leggero o intorno al risveglio.
Poiché di notte nessuno è sveglio per vederle, le crisi notturne possono passare inosservate. Alcuni indizi: svegliarsi con la lingua morsa, muscoli indolenziti, un mal di testa senza spiegazione, il letto bagnato, oppure ritrovarsi a terra. Il partner può notare movimenti o suoni insoliti durante la notte. Se qualcosa di tutto questo ti suona familiare, parlane con il tuo medico, perché le crisi contano anche quando nessuno le vede.
Abitudini di sonno che aiutano
Non puoi controllare tutto del tuo sonno, ma poche abitudini costanti fanno una vera differenza:
- Mantieni orari regolari. Vai a letto e alzati più o meno alla stessa ora ogni giorno, weekend compresi. Il cervello trova il suo ritmo più facilmente quando gli orari sono prevedibili.
- Crea una routine serale rilassante. Dedica gli ultimi 30-60 minuti prima di coricarti a qualcosa di tranquillo: leggere, fare stretching leggero, una doccia calda, musica a basso volume.
- Limita gli schermi a fine serata. Gli schermi luminosi e i contenuti stimolanti allontanano il sonno. Prova a mettere via i dispositivi ben prima di andare a letto.
- Fai attenzione a caffeina e alcol. La caffeina presa tardi continua ad agire per ore, e l’alcol frammenta il sonno anche se all’inizio fa venire sonno.
- Fai riposini brevi. Un riposino di 20-30 minuti nel primo pomeriggio può darti nuova energia; i riposini lunghi o tardivi rendono più difficile addormentarsi la sera.
- Rendi la camera un luogo di riposo. Buia, silenziosa e fresca: è quello che funziona meglio per la maggior parte delle persone.
Registra il sonno insieme alle crisi
Il legame tra sonno e crisi spesso è invisibile giorno per giorno e si rivela solo nell’arco di settimane. Un registro semplice aiuta: annota all’incirca quanto hai dormito e quanto ti sei sentito riposato, insieme alle eventuali crisi. Se registri le tue crisi in Epilepsy Mate, puoi indicare il sonno scarso come fattore scatenante, e gli schemi iniziano a emergere, per esempio crisi che seguono le notti brevi. Portare quel registro alle visite dà alla tua equipe di cura qualcosa di concreto su cui lavorare.
Quando parlarne con il tuo medico
Parla con il tuo medico se le crisi sembrano avvenire soprattutto di notte, o se ti svegli con segni che fanno pensare a una crisi. Segnala anche il russare rumoroso, i risvegli con fame d’aria o le pause del respiro durante il sonno, perché possono indicare un’apnea del sonno, un disturbo del sonno curabile che può rendere più difficile il controllo delle crisi. Se ti senti assonnato tutto il giorno nonostante passi abbastanza ore a letto, o sospetti che il tuo farmaco stia disturbando il sonno, parlane comunque. Non cambiare mai da solo la dose o l’orario del tuo farmaco; il tuo medico può adattare il piano in sicurezza.